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TECNICA
 03/09/2010

MANUALE  - TRASMISSIONE
...
 

Definiamo la trasmissione come l'organo che si occupa, attraverso una serie di ingranaggi e strumenti vari, di far muovere il kart in direzione rettilinea, dato un movimento rotatorio del motore.

Innanzitutto bisogna notare che la spinta del motore viene data soltanto dalla parte destra e il kart è inoltre sprovvisto di differenziale. Nessuno di questi due fattori ha però alcuna importanza: infatti il kart non tende di certo ad andare storto o almeno lo fa in maniera così impercettibile che perde di importanza soprattutto perché i rettilinei sono brevi e comunque anche in essi le correzioni sono continue, quindi non si nota il fatto che il kart tenda lievemente da una parte. La mancanza del differenziale non è problema perché questo non è certo un mezzo che ha bisogno di seguire una traiettoria ordinata e pulita, ma anzi le continue correzioni e controsterzi fanno notare come in realtà un differenziale servirebbe proprio a nulla.

Passiamo a cose più interessanti: la trasmissione è formata da

Catena: unisce pignone e corona e li fa ruotare solidali

Pignone: ingranaggio di piccole dimensioni

Corona: ruota dentata

Andiamo allora a studiare in dettaglio ogni singolo componente.

 

CATENA

Ecco la catena del mio kart. Il prezzo varia tra le 20 e le 35 euro (ora forse se ne trovano anche da 10 auro ma non ci giurerei), in base alla qualità.

Questa in particolare costa 30 euro e mi hanno assicurato che è molto superiore alle altre e che i pro ne usano soltanto di questo tipo; in effetti ha la particolarità di essere pre-lubrificata. La sua marca è D.I.D.

La catena dei kart è generalmente diversa da quella di qualsiasi altro mezzo di locomozione (tranne forse a quella delle comuni biciclette): nonostante sia soggetta a grosse trazioni è di dimensioni e struttura piuttosto "magra", cosa che la porta a frequenti rotture. Questa fragilità è dovuta principalmente a due ragioni: primo, essendo piccola, provoca molto meno attrito e quindi l'accelerazione del mezzo sarà maggiore; secondo, nel caso di un cattivo settaggio dell'allineamento corona-pignone, non va a stortare nessuno dei due organi (al massimo consuma la corona) o, peggio, l'albero motore: meglio la rottura della catena che danni di maggiore entità. Comunque la catena non ha bisogno di particolari attenzioni, soltanto 2 accorgimenti che, tuttavia, vanno sempre rispettati.

Il primo è la sua lubrificazione attraverso a uno speciale grasso-spray per kart (del costo ridotto di meno di 10 euro per confezione, e una confezione ha buona durata), senza il quale la catena tende a "mangiarsi" i denti della corona, a cadere e a spezzarsi. In questo sito è possibile acquistare i lubrificanti per catene FI.MO direttamente on-line!

Il secondo accorgimento è che corona e pignone siano sempre in linea: altrimenti la catena andrà a mangiarsi lateralmente i denti della catena (non tanto del pignone, più piccolo, compatto e di materiale più duro) e in questo caso tenderà a cadere (difficilmente a rompersi). Per controllare l'allineamento, oltre che alla fallace vista, si può ricorrere ad un semplice righello che si piazza tra la corona ed il pignone: se tutto risulta in linea con la catena (parallelo insomma) è tutto ok, altrimenti si dovrà spostare la corona sull'albero (visto che ovviamente non si può spostare il pignone, dato che è poggiato al motore). Per fare ciò si veda la sezione corona, successiva. La lunghezza della catena non è fissa, ognuno la può scegliere come preferisce anche in funzione al proprio telaio.... in linea teorica più la catena è corta meglio è: ma questo in linea molto teorica... in linea teorica pratica si sceglie come si preferisce.

L'ultima cosa riguarda quanto la catena va tirata: non si può certo descrivere a parole, ma neanche a fatti poichè ognuno ha una sua opinione riguardo questo. C'è chi la tiene veramente molle (e non gli cade: come diavolo fanno non lo so!) e c'è chi la tiene molto dura (io sono tra questi ultimi). Ora nel primo caso la catena tenderà a saltellare, col rischio di caduta di questa o, peggio, di danneggiamento del pignone e corona (e magari del carburatore se avete un 100 valvola con il carburatore vicino al pignone). Se lo tenete molto, troppo duro il problema maggiore sarà un consumo maggiore della corona e il rischio di piegare l'albero del motore. In base a quanto la catena è tirata dovrebbe comportarsi in maniera diversa (seppur di poco) anche il kart: se molto tesa lo scatto all'apertura del gas è immediato ma dovrebbe anche essere maggiore l'attrito tra corona e catena-pignone, se molto molle dovrebbe essere lievemente (quasi impercettibilmente) meno repentino lo scatto all'apertura del gas, ma l'accelerazione non dovrebbe essere penalizzata dall'attrito. Quindi sta a voi trovare il settaggio giusto: secondo me bisogna tirare la catena all'osso e a quel punto, con un cacciavite (con il motore ancora non fissato) bisogna schiacciare un po' in giù la catena, fino ad avere un po' di gioco, ma non molto. Attenzione: tentate di avere un gioco sopra pressa a poco uguale a quello sotto; questa cosa dovrebbe andare a posto nel momento in cui inizia a girare il motore, ma è meglio settare subito tutto giusto.

La catena non ha un tempo determinato di usura. Se poi volete essere sicuri che duri fino alla fine (in "allenamento" potete pure usare una catena ridotta maluccio fregandovene del fatto che si rompa o meno - a patto che non succeda mentre pigiate tutto l'acceleratore, dove si rischierebbe il fuori giri - ma in gara dovete essere sicuri che la catena duri fino in fondo) controllate che i cilindretti che tengono unite le maglie siano in buone condizioni e che quindi non sia "bacati" o rigati in profondità; non dovreste controllarli uno ad uno: basta che ne guardiate un po' e si dovrebbe capire subito in che condizioni la catena sia. Un tempo di usura indicativo direi essere 4-5 e più utilizzi, salvo imprevisti.

 

CORONA

Nell'immagine si vede una corona 85 denti, che con un pignone del 10 dà un rapporto di media lunghezza. Il suo prezzo varia su un valore compreso tra 12 e 25 euro. Nel caso particolare questa corona è da buttare via, infatti, si dovrebbero notare i denti quasi completamenti spariti e piegati nel senso di rotazione, da questo punto di vista senso orario. La causa di questa rottura è stata la mancanza di spray lubrificante. Diretta conseguenza di questa usura è la caduta e l'eventuale rottura della catena. Non provate mai a riutilizzare corone ridotte in questo stato. La corona è uno dei fattori che influenza la velocità e l'accelerazione insieme al pignone (a parità di motore), poichè è quella che fa variare il rapporto: più la corona è grande più il rapporto è corto, più la corona è piccola più il rapporto è lungo (o grande, essendo il rapporto, inteso come pignone/corona): tra il rapporto e la grandezza della corona vi è insomma una proporzionalità inversa. Ora, in base alla pista dovrete scegliere la giusta corona, quella che vi porti al limite proprio al limite del rettilineo (o poco prima se avete un gran motore, o che non arrivi mai al limite se avete un motore catorcioso come il sottoscritto). Le corone dei 100 vanno da misure di 77 denti a 94 denti in generale. E questo è poco importante e lo sanno tutti, ma notate una cosa: se disponete di un motore a valvola rotante, magari vecchio (esattamente come il mio), notate che la catena è molto vicina al carburatore (essendo il pignone vicino al carburatore) e potrebbe capitare (come al sottoscritto) che essa ci va a battere contro, rovinandolo: per ovviare il problema potete mettere pignone e corona più piccoli, mantenendo il rapporto pignone/corona costante. Questo era giusto un consiglio.

Ora una formuletta, quella per conoscere la velocità del vostro mezzo (se è un 100, per i 125 non ho idea di come si faccia, visto che questi hanno le marce):

V = n / N x C x g x 0,06

dove n sono i denti del pignone, N quelli della corona, C la circonferenza della ruota posteriore, g il numero di giri del motore... torna il ragionamento? ok se non vi torna 0,06 non è niente di strano: è per ottenere la velocità in km/h, altrimenti espressa in cm / minuto.

Tornando a un discorso utile: per allineare la corona con il pignone, basta allentare la vite (a brugola in genere) del supporto dove si "attacca" la corona: una volta allentato lo si sposti a piacere a destra o a sinistra (eventualmente con delle martellate, ma non con un martello duro di ferro, al massimo di rame o utilizzando materiali morbidi come un ipotetico scalpello di legno) e si ristringa la vita. Attenzione che la chiavetta sia sempre a bloccare il supporto sull'albero.

Attenzione: anche se la corona è rovinata solo in certi punti (anche solo pochi denti) questo implica un'ovalizzazione della stessa, nel senso che la catena è a volte più tirata e a volte meno: sostituire la corona, visto che altrimenti si rischia di rompere anche la catena (e se essa viene tirata per far fronte propria al difetto della corona, si rischia lo stortamento dell'albero motore).

Per cambiare la corona bisogna togliere prima la ruota e quindi le viti che tengono attaccata la corona al supporto; a quel punto rifare il processo inverso. Non è indispensabile stringere esageratamente le viti, piuttosto, per non stortarla, è meglio stringere in maniera simmetrica.

Anche la corona non ha una durata esatta: varia in base a come la tenete. Si cambia o quando i denti si appiattiscono, o quando si restringono molto o quando alcuni denti si dovessero spezzare. Diversamente dalla catena una corona vecchia va però cambiata, perchè rischia di apportare danni proprio alla catena.

 

PIGNONE

Nell'immagine un "semplice" pignone a dieci denti. Ricordatevi che il dado va stretto molto, molto forte!

Sul pignone c'è poco da dire: il prezzo è praticamente standard, diciamo 10 euro nei vari kc, molto meno se preso in fabbrica o simili. Per i 100 il pignone varia da una grandezza di 9 a una di 11 denti. Il più diffuso è quello di grandezza 10, il 9 è poco usato.

Il pignone è di difficile ma possibile rottura, in genere causata da forti strattoni e forti botte, che la catena ripercuote su di esso. Quando è danneggiato lo si vede a vista e si deve provvedere alla sua sostituzione, non estremamente facile. Diciamo che possedendo un estrattore tutto è più facile: prima si svita il dado conico tenendo fermo il motore (che ruoterebbe) dalla parte sinistra con un pappagallo (per esempio) e poi lo si estrae con un estrattore appunto. Volendo se si ha lo strumento adatto si tiene fermo il pistone con esso e si svita il dado conico. Tolto il pignone è fondamentale controllare la chiavetta: se è in cattive condizioni va sostituita (il costo sarà di 1 euro). Mi raccomando, non sottovalutate questo economico pezzettino di ferro: per il suo costo ridotto conviene sostituirlo ogni volta che si smonta il pignone (raramente). E soprattutto non provate a farvelo da voi: non potreste immaginare il danno (che porta alla rottamazione della parte finale dell'albero, e quindi dell'albero stesso e quindi, talvolta, del motore).

Per il rapporto vale il discorso opposto a quello fatto per la corona.

Visto che il pignone difficilmente si usura ma casomai si rompe, è proprio quando si trova rotto che va cambiato. E' infatti difficile riuscire ad usare tanto un pignone da usurarlo: durante questo periodo infatti è molto più probabile che qualche strattone della catena vi spezzi qualche dente.




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